25 luglio 2010 PDF Stampa E-mail

IL VANGELO DELLA DOMENICA
25 LUGLIO 2010 - DOMENICA IX DOPO PENTECOSTE

1Sam 16,1-13; Sal 88; 2Tm 2,8-13; Mt 22,41-46

VANGELO
Lettura del Vangelo secondo Matteo 22, 41-46
In quel tempo. Mentre i farisei erano riuniti insieme, il Signore Gesù chiese loro: «Che cosa pensate del Cristo? Di chi è figlio?». Gli risposero: «Di Davide». Disse loro: «Come mai allora Davide, mosso dallo Spirito, lo chiama Signore, dicendo: / “Disse il Signore al mio Signore: / Siedi alla mia destra / finché io ponga i tuoi nemici / sotto i tuoi piedi”? Se dunque Davide lo chiama Signore, come può essere suo figlio?». Nessuno era in grado di rispondergli e, da quel giorno, nessuno osò più interrogarlo.

Davide e Gesù
di Giuseppe GRAMPA - Parroco di S. Giovanni in Laterano, Milano

Ritorna insistente nei tre testi di questa domenica il nome di Davide. Si racconta nel primo testo come proprio questo ragazzo venga scelto da Dio per essere consacrato re. Paolo, nel secondo testo, riporta una breve antichissima formula di fede che appunto indica Gesù come discendente del re Davide. E il passo evangelico riferisce l’opinione della gente che riteneva il Messia discendente di Davide. Ripetutamente Gesù è presentato come figlio di Davide, appartenente alla sua discendenza. La gente lo acclama quando entra in Gerusalemme così: “Osanna, gloria al figlio di Davide” (Mt 21,9). Per noi non è consueto rivolgerci a Gesù chiamandolo Figlio di Davide; preferiamo altri titoli come Signore, Salvatore, figlio di Dio… Rivolgerci a Gesù come ‘figlio di Davide’ vuol dire situare Gesù dentro la storia, dentro la serie dei discendenti del re Davide. Vuol dire radicare nella terra questo Messia-Inviato da Dio, riconoscerne l’appartenenza al popolo ebraico.
Scrutiamo un momento questa appartenenza di Gesù alla discendenza di Davide. Come abbiamo letto nella prima lettura Davide,il più piccolo dei figli di Iesse, contro tutte le consuetudini che avrebbero voluto il primogenito come candidato alla consacrazione regale, viene scelto da Dio mostrando così, ancora una volta, che le scelte di Dio non seguono sempre le logiche naturali. Anzi, proprio l’ultimo, il più piccolo, è oggetto di una singolare predilezione di Dio che appunto innalza i piccoli, gli ultimi. Come canta Maria: “Dio ha guardato alla piccolezza della sua serva…” (Lc 1,48). La storia di Davide ci riserva altre sorprese. La sua è una storia di indegnità e al tempo stesso di stupenda bellezza. In Davide convive il canto più alto e limpido a Dio insieme allo squallore più abissale. Davide arriva al punto di far in modo che muoia in battaglia il marito di Betsabea, una donna che egli voleva possedere. E quando si renderà conto del suo delitto dalle sue labbra sgorgherà una delle più accorate preghiere di confessioni della propria colpa. Ancora oggi noi preghiamo con i Salmi che almeno in parte appartengono al genio poetico di questo re squallido e grande, capace di un delitto e cantore stupendo di Dio. Gesù appartiene alla discendenza di Davide: i suoi antenati non sono tutti uomini e donne dalla vita integra, anzi. E’ proprio vero: Dio sa scrivere diritto anche su righe storte.

Il figlio del carpentiere
Ma la pagina evangelica non si limita a ricordarci questa appartenenza di Gesù alla famiglia di Davide, afferma anche che Gesù è chiamato da Davide suo Signore, anzi che siederà alla destra di Dio. Gesù non sarà soltanto figlio, discendente di Davide, uomo impastato di fango come di fango era impastato il re Davide. Gesù sarà altro e più che figlio di Davide. Attraverso questo testo siamo avviati a intuire il mistero di quest’uomo che i contemporanei chiameranno anche ‘figlio del carpentiere’ e nel quale Dio stesso si è manifestato. Mistero di questo lontano discendente di Davide eppure più grande di lui. Viene dopo Davide, appunto da lui discende eppure è prima di lui, è più grande di Davide che lo chiama suo Signore. Il nostro testo non dice di più, ci lascia intuire la misteriosa grandezza di Gesù di Nazareth. Ancora una volta siamo alle prese con il mistero di quest’uomo che sta sì dentro una famiglia umana, quella di Davide, eppure ha una origine più che umana. La fede dirà che è figlio di Dio. Solo davanti a lui mi inginocchierò.

 


le altre letture della domenica

 

LETTURA
Lettura del primo libro di Samuele 16, 1-13
In quei giorni. Il Signore disse a Samuele: «Fino a quando piangerai su Saul, mentre io l’ho ripudiato perché non regni su Israele? Riempi d’olio il tuo corno e parti. Ti mando da Iesse il Betlemmita, perché mi sono scelto tra i suoi figli un re». Samuele rispose: «Come posso andare? Saul lo verrà a sapere e mi ucciderà». Il Signore soggiunse: «Prenderai con te una giovenca e dirai: “Sono venuto per sacrificare al Signore”. Inviterai quindi Iesse al sacrificio. Allora io ti farò conoscere quello che dovrai fare e ungerai per me colui che io ti dirò». Samuele fece quello che il Signore gli aveva comandato e venne a Betlemme; gli anziani della città gli vennero incontro trepidanti e gli chiesero: «È pacifica la tua venuta? ». Rispose: «È pacifica. Sono venuto per sacrificare al Signore. Santificatevi, poi venite con me al sacrificio». Fece santificare anche Iesse e i suoi figli e li invitò al sacrificio. Quando furono entrati, egli vide Eliàb e disse: «Certo, davanti al Signore sta il suo consacrato!». Il Signore replicò a Samuele: «Non guardare al suo aspetto né alla sua alta statura. Io l’ho scartato, perché non conta quel che vede l’uomo: infatti l’uomo vede l’apparenza, ma il Signore vede il cuore». Iesse chiamò Abinadàb e lo presentò a Samuele, ma questi disse: «Nemmeno costui il Signore ha scelto». Iesse fece passare Sammà e quegli disse: «Nemmeno costui il Signore ha scelto». Iesse fece passare davanti a Samuele i suoi sette figli e Samuele ripeté a Iesse: «Il Signore non ha scelto nessuno di questi». Samuele chiese a Iesse: «Sono qui tutti i giovani?». Rispose Iesse: «Rimane ancora il più piccolo, che ora sta a pascolare il gregge». Samuele disse a Iesse: «Manda a prenderlo, perché non ci metteremo a tavola prima che egli sia venuto qui». Lo mandò a chiamare e lo fece venire. Era fulvo, con begli occhi e bello di aspetto. Disse il Signore: «Àlzati e ungilo: è lui!». Samuele prese il corno dell’olio e lo unse in mezzo ai suoi fratelli, e lo spirito del Signore irruppe su Davide da quel giorno in poi. Samuele si alzò e andò a Rama.

SALMO
Sal 88 (89)
® La tua mano, Signore, sostiene il tuo eletto.

Un tempo, Signore,
parlasti in visione ai tuoi fedeli, dicendo:
«Ho portato aiuto a un prode,
ho esaltato un eletto tra il mio popolo. ®

Ho trovato Davide, mio servo,
con il mio santo olio l’ho consacrato;
la mia mano è il suo sostegno,
il mio braccio è la sua forza. ®

Egli mi invocherà: “Tu sei mio padre,
mio Dio e roccia della mia salvezza”.
Io farò di lui il mio primogenito,
il più alto fra i re della terra». ®

EPISTOLA
Seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo 2, 8-13
Carissimo, / ricòrdati di Gesù Cristo, / risorto dai morti, / discendente di Davide, / come io annuncio nel mio Vangelo, / per il quale soffro / fino a portare le catene come un malfattore. / Ma la parola di Dio non è incatenata! Perciò io sopporto ogni cosa per quelli che Dio ha scelto, perché anch’essi raggiungano la salvezza che è in Cristo Gesù, insieme alla gloria eterna. Questa parola è degna di fede: / Se moriamo con lui, con lui anche vivremo; / se perseveriamo, con lui anche regneremo; / se lo rinneghiamo, lui pure ci rinnegherà; / se siamo infedeli, lui rimane fedele, / perché non può rinnegare se stesso.