Home ieri
Via dei tre Re Magi PDF Stampa E-mail

C’ERA UNA VOLTA... Via dei TRE RE MAGI


Se avete l'occasione di passare da via Roma, di fronte al cantiere che ha preso il posto delle Scuole Medie, e vicino all'edificio che ospita un paio di esercizi commerciali fermatevi un momento. Vi trovate, sicuramente inconsapevolmente, su quello che era, fino alla fine degli anni '40 il confine dell'abitato di Segrate.disegno della cappelletta dei tre Re Magi
E proprio lì sorgeva l'antica cappelletta "dei Tre Re Magi".
Era una cappelletta con un affresco raffigurante la Madonna in trono con il Bambino Gesù, fra S. Stefano e S. Rocco, i due patroni della nostra città e, per quanto ci consta, era l'unica immagine esistente che accomunava i due santi, nel nostro territorio.
Faceva parte del caseggiato denominato "dei Re Magi" di proprietà della Contessa Antonietta Ponti Suardi, moglie del deputato nazionale conte Gianforte Suardi e, probabilmente, era stata edificata con esso.
Era alta circa un piano e sporgeva perpendicolarmente, rispetto alla facciata del caseggiato, sulla strada comunale detta appunto "dei Tre Re Magi", che collegava la Strada Antica di Cassano (dal Bettolino)con l'abitato di Segrate e che corrisponde, come detto, all'attuale via Roma.
Fu restaurata parzialmente nel maggio 1943: "Nel luogo detto dei Re Magi"- ci racconta il prevosto Viscardi-" venne di nuovo dipinto l'affresco raffigurante la Madonna col Bambino con ai lati i due Patroni della Parrocchia: S. Rocco e S. Stefano".
L'affresco fu eseguito dal pittore Briani, mandato dagli Artigianelli di Monza e costo' Lire 3.800. Fu rimesso a nuovo anche il muro che fa cornice all'affresco e dietro l'affresco un dispositivo del dottor Balconi Antonio di Vimercate per tenerlo libero dall'umidità. Costo totale compreso l'affresco Lire 9.000.
Venne benedetto solennemente dal Prevosto in cappa magna l'ultimo giorno delle Litanie Minori a sera, con intervento di tanti fedeli".
Altre notizie certe ci arrivano indirettamente da un quadro commissionato dal signor Mario Roveda, al pittore Agrati nel 1958, in memoria e quale parziale rimedio alla demolizione, riproducente la cappelletta e l'affresco: "cappelletta centenaria... di cui è andata persa ogni memoria" ci dice: quindi doveva essere stata eretta almeno alla metà del 1800.
Costituì, fino alla fine degli anni '40, un simbolo importante nella vita comunitaria segratese: tutti gli avvenimenti religiosi di rilevanza dell'Anno Liturgico o della parrocchia iniziavano o avevano termine presso di essa.
Secondo poi quanto riportato nel Liber Cronicon, i nuovi prevosti che venivano a insediarsi nella Prepositura di Segrate che allora era capo Pieve, venivano accolti dalla comunità e dalle autorità civili proprio lì.

1929 - Ingresso del Prevosto Parroco don Carlo Viscardi
"Il 15 dicembre del 1929 faceva il suo ingresso nella parrocchia di Segrate il nuovo Prevosto don Carlo Viscardi, accompagnato dal S. Podesta' e da altri fittabili di Segrate, non che da S. Ecc. Mons. Giovanni Menicatti delle Missioni Estere, ...in automobile raggiunse Segrate.
Alla Cappelletta detta dei Re Magi, vestì l'abito corale e in processione fu condotto alla chiesa prepositurale....".

1935 - Visita pastorale di sua eminenza il cardinale Ildefonso Schuster.
"Il... Maggio, nel pomeriggio S. Emin. il Card. Ildefonso Schuster fu a Segrate per la visita pastorale, accompagnato dal Convisitatore Mons. Polvara Giuseppe. Fu ricevuto dove vi è la Cappella dei S.S. Magi........"(Parroco don Carlo Viscardi)

1946 - Cronache dell'anno - Insediamento del nuovo prevosto a Segrate Parroco don Francesco Rossi.

9 Febbraio -" Avendo il 4 febbraio prestato giuramento nelle mani si S. E. reverendissima mons. Domenico Bernareggi vicario generale e ricevuta la investitura Canonica per Segrate, per oggi,- sabato - alle ore 14 invitai tutti i R.R. Parroci della Pieve, con a capo il M. Rev. Sig. Parroco di Pioltello, per la presa di possesso.
Intervennero tutti i R.R. Parroci che, con immensa popolazione, mi ricevettero all'inizio del paese (Cappella così detta dei Re Magi) giungendo il nuovo Prevosto in automobile proveniente dalla Chiesetta di S. Vittore in Rovagnasco, frazione di Segrate."

La cappelletta fu demolita fra il 1948 e l'inizio degli anni '50, quando fu modificata la viabilità interna di Segrate centro.
Daniela A. Gaibotti Nicoletti

antica mappa del centro di Segrate

 
S. Rocco PDF Stampa E-mail

S. ROCCO
Compatrono della parrocchia
Sagra della città di Segrate

La vita

Le notizie riguardanti la vita di s. Rocco sono spesso lacunose e leggendarie; sorte nel corso dei secoli hanno contribuito a coprire con un velo di mistero questo santo molto venerato in Italia.
Le antiche agiografie testimoniano che Rocco, di nobili origini, nacque nella prima metà del XIV secolo nella Francia meridionale e precisamente a Montpellier nella regione della Linguadoca. Esso portava il nome di una famiglia molto influente di quella città: Rog o Roch; un’altra ipotesi, invece, lo fa appartenere alla famiglia dei De La Croix.
 
Leggi tutto...
 
la storia della nostra parrocchia PDF Stampa E-mail

CHIESA PREPOSITURALE DI S. STEFANO IN SEGRATE

Cenni storici

La dedicazione della Chiesa ci induce a pensare ad una ragguardevole antichità.
Secondo gli studiosi, infatti le chiese dedicate a S. Stefano potrebbero essere sorte intorno ai secoli VI e VII dopo il ritrovamento delle reliquie del Santo in Palestina ed al conseguente rifiorire del suo culto.

Una testimonianza dell’esistenza di questa chiesa la si trova in un atto di donazione del 1052, laddove un certo prete Andrea si definisce presbitero della chiesa e della Pieve di S. Stefano in Segrate. Questa pieve è anche menzionata nel “Liber Notitiae Sanctorum Mediolani” (sec. XIII), nella “Notitia Cleri Mediolanensis” (1398), e nel ‘Liber Seminarii Mediolanensis (sec. XVI) risultando essere una delle più importanti pievi diocesane.

S. Carlo Borromeo visita Segrate e la Chiesa di S. Stefano il 20 ottobre 1569 e il 12 settembre1574.
Dagli atti di questa ultima visita si desume che nella chiesa vi fossero tre altari nonché un oratorio esterno appoggiato al fianco sinistro e dedicato a S. Maria. L’edificio sorgeva nel medesimo luogo e l’altare maggiore era posto a levante là dove ora è la porta di entrata. La chiesa e l’oratorio di S. Maria erano circondati dal cimitero.

Questo sistema di edifici subirà, nei secoli, numerose modifiche. Come si evince, infatti, dagli Atti delle successive visite pastorali, l’oratorio di S. Maria scomparirà  e muterà l’orientamento dell’altare maggiore che sarà rivolto verso occidente, fino a raggiungere, con l’ampliamento del 1842 curato dall’ arch. Parrocchetti, l’attuale con figurazione.

I prevosti succedutisi negli anni cureranno sempre l’abbellimento della chiesa con affreschi, stucchi e dorature.
Durante la II guerra mondiale tutti questi sforzi furono vanificanti a seguito del bombardamento aereo avvenuto il 29 marzo 1944 che distrusse tutto fianco destro, il transetto, la volta e il tetto della chiesa di S. Stefano. La ricostruzione voluta in modo determinante dal prevosto dell’epoca Mons. E  Rossi e curata dal Genio Civile iniziò il 2 maggio 1946 e terminò il 21 dicembre dello stesso anno.

La chiesa fu riaperta al culto e fu riconsacrata dal Cardinale I. Schuster il 25 aprile 1947.
La decorazione attuale, grazie alla solerte iniziativa del prevosto don Mario Citterio, fu eseguita dal 1966 al 1969 dai F.lli Monzio Compagnoni (Ferdinando, pittore e Davide, decoratore).
Dopo 40 anni, il prevosto don Gianni Pravettoni ha rilevato la necessità di riportare all’antico splendore gli affreschi e gli stucchi della chiesa, ormai degradati dal tempo e dalle infiltrazioni: si è avvalso, per questo, dell’ opera di valenti artisti Luciano Previtali e Stefano Ravasio di Pezzate di Mapello - Bergamo).

La ricostruzione completa è terminata nel mese di dicembre 2000 con la posa del nuovo Altare, dell’ambone e con la ricollocazione degli angeli dell’adorazione restaurati.

(Ricerche storiche a cura della dott. Annamaria Mosconi)